DISPOSITIVI LIFE WAVE … LA SOLUZIONE NATURALE AD OGNI TUA ESIGENZA!!!

giovedì 25 marzo 2010

PRESENTAZIONE E DIMOSTRAZIONE PRATICA DEI CEROTTI LIFEWAVE A VITERBO


          DOMENICA 11 APRILE 2010  DALLE ore 10,00 ALLE 13,00

PRESSO PALESTRA "GYMNICA" IN VIA GENOVA 23 INGRESSO GRATUITO APERTO A TUTTI.

DURANTE L'EVENTO VERRA' PRESENTATA LA STRAORDINARIA TECNOLOGIA LIFEWAVE SEGUITA DA UNA DIMOSTRAZIONE PRATICA DEI SUOI EFFETTI BENEFICI DIRETTAMENTE SUGLI OSPITI PRESENTI IN SALA.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI E PER CONFERMARE LA TUA PRESENZA SCRIVI I TUOI DATI ALL'INDIRIZZO DI POSTA ELETTRONICA     mirko_mi@libero.it    
OPPURE CHIAMA AL NUMERO 3314628639
ENTRO E NON OLTRE IL 6 APRILE 2010

Mirko Minafra distributore indipendente lifewave cod.ID 659234

Membro LifeWave vince medaglia di bronzo alle Olimpiadi!


Il 24 febbraio, Erin Pac, atleta della squadra USA di bob, ha disceso la pista Whistler in un baleno vincendo una medaglia di bronzo e cementando la sua posizione quale miglior guidatrice di bob degli USA, e questo alla sua prima Olimpiade! Siamo orgogliosi di annunciare che Erin indossava i cerotti Energy Enhancer il giorno della gara.



Erin ha usato per la prima volta i prodotti LifeWave su consiglio della sua ex-frenatrice, Michelle “Mickie” Rzepka, e Steve Langton, un altro bobbista membro del team USA. Entrambi hanno usato Energy Enhancer con ottimi risultati. Erin ha iniziato a usare IceWave per tenere sotto controllo il dolore e ha incorporato Energy Enhancer nel suo allenamento quotidiano. Non ha mai partecipato a una competizione senza Energy Enhancer e dice di “trovarlo fenomenale”!



“Di solito bevo un po’ di Red Bull, ma non ne ho avuto bisogno quando ho usato Energy Enhancer perché l’energia perdurava,” ha detto Erin. “Li ho usati ad ogni gara. Quando sollevo pesi e mi alleno, li uso di sicuro. Non mi sentivo fiacca durante l’allenamento il giorno dopo. Con i cerotti, trovo che il crollo di energia non si verificava”.



Inoltre, Erin ha usato i cerotti IceWave per gestire una lesione e per aiutare il proprio corpo a riprendersi da una routine di allenamenti e viaggi stressante. “Ho subito una lesione al tendine di Achille durante la stagione perciò li usavo due volte la settimana prima della gara, per aiutare il mio corpo a riprendersi perché si stanca moltissimo con i viaggi e le lunghe giornate”.



I cerotti LifeWave saranno molto utili a Erin visti i piani futuri. L’olimpionica, fiera della sua medaglia di bronzo, dice di voler essere un’atleta per il resto della vita, ma anche che le piace molto cucinare e vorrebbe aprire un ristorante un giorno, un’impresa che sicuramente richiede tanta energia. Congratulazioni a Erin per i risultati eccezionali raggiunti e auguri per il futuro!



Programma olimpico LifeWave



Nel novembre 2009, abbiamo annunciato la nostra intenzione di offrire i cerotti Energy Enhancer e Y-Age Glutathione GRATIS ogni mese agli atleti che si stavano allenando per qualificarsi per i giochi olimpici del 2010. Molti degli atleti che hanno partecipato al Programma olimpico hanno in effetti conquistato un posto alle Olimpiadi e hanno rappresentato il loro paese con orgoglio! Vogliamo congratularci con i nostri atleti e ringraziarli per avere reso LifeWave parte della loro esperienza olimpica.!

Atleti olimpionici LifeWave Mickie Rzepka e Erin Pac




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martedì 23 marzo 2010

Fritz Albert Popp, i bio-fotoni, il cancro e il DNA

Fritz Albert Popp, i bio-fotoni, il cancro e il DNA



Fritz Albert Popp ha mostrato di possedere talento e genialità sin da quando era studente. Dopo una prima infatuazione per la filosofia (che continuò comunque a coltivare) decise di intraprendere gli studi di fisica. La sua carriera è stata rapida e brillante, e dalla fisica teorica è passato alla fisica delle radiazioni, quindi alla biofisica, ottenendo ben presto una cattedra di radiologia all'università di Marburg.

Studiando l'effetto delle radiazioni sui sistemi viventi, il professor Popp si è imbattuto in alcune proprietà molto interessanti dei composti chimici cancerogeni: tali composti infatti agiscono da "rimescolatori di frequenze" in un range molto preciso, quello dei 380 nanometri.

La luce che vediamo intorno a noi è generalmente composta da un insieme di infinite componenti, ognuna con una frequenza e lunghezza d'onda ben precisa (la lunghezza d'onda è uguale alla velocità della luce divisa per la frequenza, quindi una singola componente della luce si può caratterizzare indiferentemente tramite uno qualsiasi dei due parametri).

Quello che ha scoperto Popp è che i composti cancerogeni come il benzo[a]pirene assorbono luce sulla lunghezza d'onda dei 380 nanometri, ma la riemettono sotto un'altra lunghezza d'onda. Ciò non succede con composti chimici, per quanto simili, che non sono cancerogeni, come ad esempio il benzo[e]pirene, che presenta una differenza minima dal benzo[a]pirene in uno solo degli anelli che lo compongono.

Indagando sulla particolare radiazione luminosa con lunghezza d'onda di 380 nanometri scoprì che essa è associata al fenomeno della foto-riparazione. Se infatti una cellula viene rovinata (e persino quasi totalmente distrutta) dalla luce ultra violetta, essa può ripararsi da sola nel giro di una giornata se viene esposta ad una radiazione della stessa frequenza ma di intensità molto più bassa. Questo fenomeno avviene con intensità massima proprio alla lunghezza d'onda di 380 nonometri.

Queste sue prime scoperte lo portarono per un po' di tempo ad avere fama e notorietà, ed a partecipare ad un congresso internazionale ove espose la sua convinzione che la spiegazione più ovvia di quanto da lui scoperto fosse che i sistemi viventi emettessoro della luce a determinate frequenze e che i composti cancerogeni (in quanto rimescolatori di frequenze) ne bloccassero la trasmissione ... e che proseguendo l'indagine su quella strada si potesse arrivare a scoprire una cura naturale per il cancro basata sull'utilizzo di particolari frequenze elettromagnetiche.

A questo punto però si trovò di fronte alla sfida di dimostrare tale supposizione, ovvero di provare che vi fosse luce nei corpi degli esseri viventi, e che tali organismi emettessero realmente della luce (luce propria e non riflessa ovviamente).

Per fortuna Popp entrò in contatto con un dottorando, Bernhard Ruth, che costruì un apposito strumento (basato su di un fotomoltiplicatore) permettendo a Popp di dimostrare senza ombra di dubbio che i vegetali, anche se cresciuti e tenuti all'oscurità, emettono dei fotoni, ovvero delle particelle di luce.

Era il 1976, ed erano stati finalmente scoperti i bio-fotoni.

Adesso ci troviamo nel 2009: quanti di noi sanno dell'esistenza di tale tipo di radiazione? Pochi, pochissimi, quasi nessuno? Forse perché si tratta di un tipo di conoscenza che non deve essere diffusa? Ben sappiamo come vengono osteggiati i medici che scoprono rimedi naturali contro il cancro e le altre malattie, ed è facile immaginare anche il potenziale malefico di una simile scoperta qualora venga studiata ed approfondita all'interno dai laboratori militari.

Ed infatti la fama, la notorietà, e la carriera di Fritz Albert Popp stavano per affrontare un blocco improvviso, perchè qualcuno molto in alto ben presto decise che i suoi studi non dovevano più proseguire nè avere ampia diffusione.

Quando infatti proseguì nelle sue ricerche e pubblicò gli strabilianti risultati ottenuti iniziò a subire l'ostilità dell'ambiente accademico, e gli studenti che volevano studiare con lui i biofotoni venivano ostacolati. Alla scadenza del contratto l'università decise di non rinnovarlo e due gironi prima di tale scadenza i funzionari dell'università fecero irruzione nel suo laboratorio per sequestrare la sua strumentazione (ufficialmente denigravano i risultati ottenuti con tali strumenti, ma poi cercarono di accaparraseli). Per fortuna restarono a mani vuote perchè Popp, avvertito in tempo del blitz, aveva nascosto i suoi preziosi strumenti.

Da notare che l'università si rifiutò persino di pagare a Popp una cifra di 40.000 marchi (circa 25.000 euro) che gli spettava di diritto, e che il professore ottenne solo dopo avere intentato una causa civile.

Ma cosa aveva scoperto di tanto incredibile e di così fastidioso Fritz Albert Popp? Aveva scoperto che l'emissione di biofotoni mostrava una caratteristica altamente inattesa, ovvero quella della coerenza (fotoni che vibrano in sintonia, in concordanza di fase e con la stessa frequenza). Tale coerenza è un fenomeno che si manifesta artificialmente nei laser ed era incredibile poterla osservare come risultato di un processo biologico.

E andando avanti scoprì che le molecole all'interno delle cellule rispondono a determinate frequenze, che le radiazioni bio-fotoniche sono collegate allo stato di malattia o di salute di un organismo, che esse vengano utilizzate dalle cellule di un organismo vivente per una sorta di efficientissima comunicazione elettromagnetica inter-cellulare, che vengono anche scambiate tra organismi della stessa specie (dai batteri alle pulci d'acqua), che la molecola vivente che più di ogni altra è deputata alla ricezione ed alla trasmissione dei bio-fotoni è il DNA.

Tutte queste scoperte messe assieme distruggevano l'intero costrutto assiomatico della biologia ortodossa fondato sul primato del DNA ed aprivano la strada alla nuovo biologia fondata sulla genetica ondulatoria e sull'epigenetica.

Secondo la biologia ortodossa infatti nel DNA risiederebbero le istruzioni per la formazione di un organismo, eppure per quanto se ne sapesse fino a pochi decenni fa i geni del DNA servivano solo a determinare la costruzione di specifiche proteine; nessuno sapeva spiegare come tale proteine venissero assemblate secondo uno schema ben preciso per creare nuove cellule nè come le nuove cellule che si venivano man mano formando potessero sincronizzare la loro crescita, il loro sviluppo, la loro specializzazione. Nessuno sapeva spiegare, per esempio, come una cellula X potesse sapere che doveva dare inizio ad un arto mentre la cellula accanto doveva dare inizio ad un organo interno.

La scoperta dei bio-fotoni permetteva di spiegare tramite quale mezzo avvenissero queste comunicazioni e sincronizzazioni (fra cellule di uno stesso organismo, ma anche tra colonie o branchi di esseri della stessa specie), anche se restava da comprendere dove fosse scritto il programma di costruzione di un organismo, dato che al momento nessuno studioso del DNA ha trovato in esso nessuna informazione codificata che corrisponda al piano di sviluppo di un essere pluricellulare (e nemmeno monocellulare).

Un'ipotesi rivoluzionaria è quella del biologo R. Sheldrake che considera che tali programmi vengano depositati e poi letti nei cosiddetti campi morfici che potrebbero da un punto di vista puramente fisico, essere contenuti nelle vibrazioni del Campo di Punto Zero, ovvero in una struttura vibratoria del vuoto quantistico. Lo stesso Popp del resto pensava che l'emissione dei bio-fotoni interagisse col Campo di Punto Zero.

Dal punto di vista della salute le scoperte di Popp sui bio-fotoni permettevano di giustificare l'efficacia dell'omeopatia (informazione energetica memorizzata nei farmaci omeopatici sotto forma vibrazionale e quindi trasmessa al corpo) ed apriva la strada ad importanti applicazioni curative.

Una scoperta importantissima di Popp sui bio-fotoni è che gli organismi in buona salute emettono bio-fotoni molto coerenti e gli organismi in cattiva salute emettono fotoni meno coerenti, con l'eccezione dei malati di sclerosi multipla ove la coerenza bio-fotonica è spinta all'eccesso, come se in quel caso l'eccesso ordine risultasse fatale.

Forte di tali scoperte Popp riuscì a guarire una donna, malata terminale di cancro, utilizzando dell'estratto di vischio. Il rimedio fu scoperto testando diversi estratti vegetali su un campione di tessuto malato della donna e notando che il vischio tendeva a ripristinare lo stato di coerenza dei bio-fotoni.
Mi piace terminare questo articolo con una citazione delllo stesso F. A. Popp:



... Oggi noi sappiamo che l'uomo è essenzialmente un essere di luce. E la scienza moderna della fotobiologia ce ne sta fornendo le prove. Nel campo della salute ... le implicazioni sono enormi. Adesso sappiamo, per esempio, che la luce può generare, o arrestare, delle reazioni a catena nelle cellule, e che il danno genetico cellulare può essere virtualmente riparato , nel giro di alcune ore, da deboli fasci di luce.

fonte: http://scienzamarcia.blogspot.com/2009/07/bio-fotoni.html...





Gli studi portati avanti in modo indipendente dallo scienziato David Schimdt (medico e informatico) ideatore dei dispositivi Lifewave sulla capacità di dialogare con le cellule del nostro corpo captando con tali dispositivi sottili onde elettromagnetiche a bassa frequenza emesse dal nostro campo termomagnetico (infrarosso), sono basati sulle precedenti scoperte fatte in questo campo dal Dott. F.A. Popp.





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